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Scritto da Administrator
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sabato 13 maggio 2006 |
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La mia storia è quella di tutti noi. La sofferenza causata dal dolore, di qualunque natura esso sia e il bisogno di aiuto per superarlo. Nel menu accanto troverete le varie sezioni per meglio definire cosa intendo per dolore … Quindi parlare e leggere e scrivere per non soffocare “di dolore”! Gli amici (se si ha la fortuna di averne), sappiamo bene che non ci potranno dedicare che pochi momenti della loro vita, spesso invece hai bisogno di più tempo di ascolto! Le terapie, analitiche psicologiche e affini, pur essendo estremamente valide ed efficaci, costano sia economicamente che fisicamente. Sappiamo perfettamente che quando stiamo male non abbiamo molta voglia di uscire ma tendiamo a “ripiegarci “ su noi stessi. La forza di gridare aiuto a volte è così fievole che pensiamo che nessuno possa sentirla e nessuno potrà mai capire… NON E’ COSI’ Hai mai provato a parlarne con qualcuno che ha il tuo stesso problema? Dove trovare queste persone? Dove gridare il proprio dolore, appena sussurando o ad altissima voce? Dove scrivere e leggere la propria esperienza soprattutto quando di questa ci si vergogna in un qualche modo? Chi potrà riuscire a sostenere tanto peso? Queste le domande che mi sono tante volte posta e che mi hanno fatto pensare alla “grande madre rete”,sempre pronta ad accogliere chiunque abbia voglia di dire qualcosa.
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Scritto da Administrator
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sabato 20 maggio 2006 |
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( O tutte quelle che scrivevano il Diario )
Le donne della mia generazione (le ora quarantenni…e più) usavano tenere un diario! Da adolescenti l’abbiamo riempito a più non posso con foto di cantanti/attori che gli allora limitatissimi media ci offrivano! Con il passare degli anni il mio, da Sandokan e straordinariamente volato al Che Guevara, da Prever agli slogan di sostegno a Solidarnocsh, dalle figurine dell‘album “L‘amore è“ (con due goffi personaggi seminudi che si scambiano frasi d‘amore siml bigliettino del famosissimo cioccolatino) alle manifestazioni femministe. Più che un diario sembra una genesi ma in realtà il tempo trascorso è brevissimo.specchio di una confusione adolescenziale ad dir poco catastrofica!!! (con queste premesse che potevo attendermi nel futuro?!) Un minestrone degno figlio della fine degli anni 70 e del primo decennio degli ottanta!
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